A Bari va di scena la cultura orientale per 2 weekend

Un calvario questa partecipazione al Festival dell'Oriente a Bari. Non vi sto a raccontare i retroscena, anche se so che siete curiosi di conoscere tutto. Vi basti pensare che avevo l'accredito stampa e mi sono dimenticato di stamparlo e portarlo, ma vabbè...passiamo al racconto della fiera.

Per la prima volta inizio un articolo senza Elena, che ci raggiungerà più tardi. Appena entrati in fiera, ci premuniamo di mappa e con mia grande sorpresa nel nuovo padiglione non è allestito nulla, ma come? Il padiglione più adatto di tutti ad ospitare eventi di questo tipo è chiuso? Vabbè...i padiglioni adibiti a questo festival sono 5, ma tutti e tre a mala pena uniti formano quello nuovo.

Iniziamo dal padiglione 11 oriente dove subito troviamo l'area dedicata all'Egitto...ora...mi spiegate cosa c'entra l'Egitto con l'oriente? È nella parte orientale dell'Africa, ma qui si parla di Asia. Vabbè noi ci facciamo qualche foto con elefanti e dromedari (a pagamento) e nelle tende del villaggio berbero. Giriamo per i vari stand egiziani, ivoriani e turchi...vorrei veramente capire l'utilità di questi paesi.
Nel bazar orientale tutti i tipi di cibi tipici caramellati, qualche assaggino lo prendiamo, anche perché sono le 20 e la fame comincia a farsi avanti. Personalmente adoro i fiori di ibisco, ne mangerei talmente tanti da far spuntare una serra nello stomaco. Vari gli stand appartenenti al Vietnam, Nepal e Tibet, comprendendo un ristorante indonesiano.
Ci fermiamo davanti al palco per ammirare qualche spettacolo folkloristico indiano...le ragazze ammirano altro, ma vabbè che dobbiamo fare...sono donne.

Passiamo al padiglione 13 dove è presente la mostra dei kimoni giapponesi, quella dei soldati cinesi in terracotta e due statue del drago (sulla mappa sta scritto tutt'altro comunque). I kimoni erano davvero originali, anche se io con una tovaglia addosso non mi vedrei proprio, le statue di terracotta tusso sembravano tranne che di terracotta.
Anche qui vorrei capire il nesso tra due culture diverse come quella cinese e quella giapponese. Personalmente avrei gestito aree ben specifiche per ogni cultura, e non mischiato cose diverse, perché si confonde la gente in questa maniera. Ok che tutte quelle cultura hanno gli occhi a mandorla e che la maggior parte delle persone non sa manco dove sia lo Sri lanka, però dai...ordine cavolo!

Padiglione 18 oriente, entriamo da dietro al palco e cominciamo dalla parte destra, che perfortuna è dedicata esclusivamente al Giappone. Mostra dei bonsai, la riproduzione di una delle case tipiche dell'isola e la cosa che a me più piace di tutta la fiera: la mostra delle armature da samurai. Adoro quelle armature e ripensare alle persone che le indossavano, veri e propri uomini d'acciaio, famosi in tutto il mondo..adorazione!
Dall'altro lato del padiglione tutti gli stand della cultura cinese e una riproduzione in scala, ma molto scala, della grande muraglia, attorniata da vecchie armature dell'esercito cinese. Armature altrettanto belle, però quelle dei samurai sono su tutt'altro pianeta!

Nel padiglione 20 dovrebbe esserci tutto ciò che riguarda la salute e il benessere delle culture orientali, se non che troviamo padiglioni di vendita di oggetti tecnologici che dovrebbero far sentire meglio le persone...questa è cultura giapponese e cinese degli anni 2000? No perché sino a poco fa vedevo armature antiche.
Area mongolia con riproduzione di una capanna tipica...e che c'entra con la salute e il benessere? Gengis Khan non era esattamente capo di un popolo salutista.
Continuo a pensare che le aree sono divise a cavolo. Ci facciamo tutto il padiglione e usciamo per una piccola pausa, e anche per aspettare Elena, senza la quale il nostro blog è perso!

Eccola che arriva verso le 21...alla buonora eh? Rientriamo e cominciamo a rifarci i giri per foto varie...le ragazze avevano fame, ma passavano da un ristorante all'altro non decidendo cosa volevano mangiare e io che seguivo come un mongolo (giusto per rimanere in tema orientale). Foto ovunque, in qualsiasi posa e imitazione possibile...sembrava avessero bevuto Sakè, ma invece erano sobrie...almeno credo!
Per ultimo si sono volute soffermare davanti al palco delle arti marziali e cercare di imitare tutte le statue poste ai margini...si si molto divertente...vogliamo andare che sono quasi le 23 e la fiera sta per chiudere e mi sono perso pure l'Holi festival?

Il paragone con l'edizione del 2015 a Napoli non poteva mancare, le cose sono le stesse, non sono cambiate, però, con grande rammarico devo dire che alla Mostra d'Oltremare di Napoli era organizzata molto meglio. Più fluente, più settorializzato, mentre qui a Bari sembrava fosse fatto tutto all'ultimo momento, con le mappe pure sbagliate. Mettiamo anche che a Napoli sono stato tutta la giornata mentre qui solo 3 ore, e avevo assistito a tutti gli spettacoli, mentre qui solo qualche spezzone, però gli spettacoli erano gli stessi.

In conclusione in Festival dell'Oriente rimane sempre un bellissimo evento da vivere, scoprire qualcosa in più di culture così lontane, geograficamente, da noi, mangiare cibi che non troviamo nei nostri ristoranti...insomma una bellissima esperienza da vivere anche con tutta la famiglia!