Immergersi nelle culture e nelle tradizioni di un Continente sconfinato.

Per chi ama la cultura orientale, che sia cinese o giapponese, indiana o tibetana, il Festival dell'Oriente è l'evento più consono.
Quest'anno si svolge alla Mostra d'Oltremare di Napoli, forse una delle prime volte che l'evento viene nel sud Italia. Dopo l'esperienza del Comicon, ritorno a Napoli con la voglia di capire meglio ciò che sono le tradizioni, le usanze e la cultura di paesi che non si trovano dietro l'angolo di casa.

Il mio viaggio ha inizio alle 7:30 del mattino, percorro tutta l'autostrada A16, e dopo 3 ore di viaggio esco dalla tangenziale di Napoli, pagando quei benedetti 95 centesimi.
La fiera si trova proprio dopo il sottopassaggio dello Stadio San Paolo, solo che trovare parcheggio in quella zona è una missione impossibile, così decido di mettere l'auto nel parcheggio della stazione di Fuorigrotta, 8 euro il costo giornaliero e sto tranquillo.

Mi metto in fila per fare il biglietto, 10 euro l'ingresso, non poco ma neanche molto. Per entrare nella fiera ci avrò messo in tutto una ventina di minuti, e sinceramente mi aspettavo peggio visto che era l'ultimo giorno d festival e soprattutto domenica. L'attesa maggiore l'ho avuta per entrare nel padiglione 1, le porte le hanno aperte con una mezz'ora di ritardo, e ovviamente c'è stata tutta la calca di gente che premeva per entrare. Ho aspettato un po' che la folla iniziale si disperdesse per i vari settori del padiglione per poter entrare.

PADIGLIONE 1
Entrato nel padiglione si notano subito al centro due file di sculture raffiguranti i famosi soldati dell'esercito cinese in terracotta, cosa che ovviamente questi non erano. Tutt'intorno c'era una mostra fotografica della cultura orientale, mentre in fondo una raccolta dei più bei kimoni coreani, da quelli quotidiani a quelli per le festività.
Il padiglione fa una leggera discesa dove si nota l'area culturale thailandese divisa in un gazebo dove dei monaci thai mettevano dei braccialetti, forse porta fortuna ai visitatori, e l'altra area più rilassante con varie donne che eseguivano massaggi ai poveri malcapitati che ne avevano bisogno. Ai lati c'era un ristorante thailandese mentre dall'altra parte una mostra di armature samurai giapponesi, forse la cosa più interessante personalmente parlando, anche perché appassionato del loro modo di vivere. Continuando il percorso ho visto due tavoli pieni di piante bonsai, ma bonsai di qualsiasi specie, dal cipresso all'olivo. Sapevo che i bonsai è un'arte orientale, ma non mi sarei aspettato di vedere crescere delle olive su un bonsai. Girato l'angolo mi ritrovo la rappresentazione di un'abitazione tradizionale giapponese con tanto di ponticello sul rio. Proseguendo è stata posta tutta l'area cinese. Sulle pareti manifesti che spiegavano le origini delle varie etnie e famiglie cinesi, mentre al centro oltre alla mostra dei kimoni, tanti altri oggetti della loro cultura. Alla fine del primo padiglione erano situati due ristoranti indiani e un palco per gli spettacoli, dove in quel momento si esibivano due musicisti cinesi con strumenti tipici della tradizione del drago.

PADIGLIONE 2
All'inizio del padiglione è stata situata un'abitazione mongola (mi aspetto risatine a questa parola), con accanto abiti e maschere tipici. In questo padiglione ci sono tutti stand di artigianato, abbigliamento ed enogastronomici. Al centro del padiglione invece, l'area dedidata alla cultura tibetana con una rappresentazione in miniatura dello Stupa, cioè una costruzione tipica buddhista dove vengono conservate le reliquie, e la creazione in loco di un mandala, ossia una raffigurazione con motivi geometrici di vario significato spirituale.

PADIGLIONE 3
Il terzo padiglione è suddiviso in due parti: la parte dedicata alla cultura Mediorientale e quella classica con tutti gli stand delle varie culture con un secondo palco per le esibizioni. Ed è qui che mi fermerò la maggior parte del tempo, poiché mi hanno attratto molto gli spettacoli che si susseguivano. Il primo a cui ho assistito è stato quello di un gruppo di ballerini, credo indiani, conciati a festa e che facevano davvero ridere, infatti non ho potuto fare a meno di riprenderli in un video che sicuramente vi terrà incollati agli schermi dei vostri pc o mobile device.
La seconda esibizione, quella che più mi è piaciuta, è stata di un gruppo di percussionisti giapponesi che suonavano i loro tamburi tipici inscenando anche alcune mosse della loro cultura. Non sono tipo che elogia facilmente...ma qui c'era da lasciar penzolare la reflex al collo e applaudire. Ovviamente non potevo non filmare anche queste esibizioni, che troverete nella sezione video di questa pagina.
Altre esibizioni sono state quelle di ballerine e cantanti indiane, di un ballerino egiziano che faceva allegramente svolazzare la sua gonna a strati per tutto il palco, di piccole danzatrici cinesi, sicuramente future campionesse mondiali, e di un ballerino thai che sinceramente per come era truccato e per le sue movenze sembrava donna.
Nel padiglione mediorientale ha attirato molto la mia attenzione la tenda berbera con all'interno vari narghilè, uno strumento per il fumo composto da un contenitore con acqua calda molto spesso profumata con odori tipici della terra araba.

PADIGLIONE 4
Forse il padiglione più piccolo e meno interessante per quanto riguarda i miei gusti. Entrando ci si può imbattere nella cultura filippina rappresentata da una piccola ricostruzione di una loro abitazione. Accanto vi sono in mostra vari tipi di acquiloni. Nell'altra ala invece erano situati tutti i tatami con dimostrazioni di varie arti marziali orientali, stessa cosa si poteva osservare sul palco allestito all'interno. Prima di uscire però erano in mostra varie armature dei soldati coreani.

PADIGLIONE 10
Ultimo padiglione, personalmente il più brutto e con poco oriente e molti stand occidentali di macchinari e creme varie, non a caso è lo stand della salute e benessere. Unica nota positiva alcuni spettacoli e dimostrazioni della cultura orientale su questo argomento. Da questo padiglione si aveva accesso anche alle sale conferenze, che sinceramente poco mi importavano, ciò che avevo voglia di capire e vedere era la vera cultura orientale e non quella occidentalizzata.

Finisco il giro per le 18, il tempo di rilassarmi un attimo sul prato esterno della fiera, prendermi qualche cosa da mangiare dal ristorante cinese e qualcosa da quello dello sri lanka, che molti non sapranno manco dell'esistenza di questo paese, e sono già di ritorno verso casa. Fretta di andarmene? Abbastanza, ma non perché non mi sia divertito o non era interessante, ma solo perché le strade intorno alla fiera e allo stadio cominciavano ad affollarsi di una marea di tifosi che accorrevano a tifare la squadra partenopea nella sfida interna contro la Lazio, e siccome a me del calcio poco importa, ho preferito uscire dal caos napoletano in tempo.

Forse è stata la prima volta che il Festival dell'Oriente faceva tappa al sud Italia, e sono stato fiero e contento di potervi aver preso parte.