Un mini tour tra le tre maggiori città turistiche del promontorio pugliese

Andare nei luoghi turistici nella stagione meno opportuna è ciò che facciamo per far conoscere i posti nella loro realtà.
Questa volta ne gestiamo 3: Vieste, Peschici e Manfredonia. Tre paesi garganici con la loro storia, senza la marmaglia turistica estiva.
"Elena the return"...so che non c'azzecca nulla, ma era da un po' che non la si vedeva in giro per le pagine di questo blog, e diciamolo pure, ci è mancata no?

Come solito, la strada per arrivare a Vieste non è propriamente lineare (almeno venendo da Manfredonia), arriviamo a destinazione verso le 12:30.
La nostra gita comincia dal Lungomare Mattei dove di fronte alla spiaggia si erge maestoso il monolite chiamato Pizzomunno. 25 m di roccia bianca calcarea che domina la spiaggia del castello. Molte leggende corrono su questo monolite, legate soprattuto ad un giovane e forte abitante viestino, chiamato appunto Pizzomunno, il quale rimase pietrificato dal dolore dopo la perdita della sua amata Cristalda, rapita dalle sirene gelose di lei.
Sul promontorio di fronte al monolite campeggia il castello di Vieste. castello fatto edificare dagli Svevi in un punto strategico dove potevano controllare entrambi i lati della città. Proprio per la sua posizione molto avanzata, è stato nei secoli vittima di attacchi e susseguenti danneggiamenti. L'ultimo risale alla prima guerra mondiale. Al giorno d'oggi il castello non è visitabile in quanto sede della Marina Militare Italiana.
Addentrandoci nella città vecchia non si può non notare il Duomo, o Concattedrale, di Vieste, dedicato a Maria Assunta, con accanto il Campanile. Questa chiesa a 3 navate è un tipico esempio di arte romanica, ma con il passare dei secoli, con i vari ammodernamenti, rimangono poche tracce della sua struttura originaria del medioevo.
Scendendo verso il mare di Vieste notiamo un panorama sulla città davvero splendido. È ora di mangiare, la fame comincia a farsi largo nelle nostre menti e stomaci. In questo periodo Vieste è quasi una città fantasma, se viene qualche turista della domenica e vorrebbe mangiare qualcosa in un ristorante, potrebbe tranquillamente fare digiuno...tutto chiuso...ma io fortunatamente conosco qualche posto dove ci si può sedere e mangiare qualcosa di commestibile. Io ed Elena ci sediamo e pranziamo, certo non possiamo dire di aver fatto un pranzo eccezionale, però almeno abbiamo placato quegli strani brontolii provenienti dai meandri dell'apparato digerente.
Percorrendo il lungomare arriviamo sino a Punta San Francesco, dove si trova la chiesa dedicata all'omonimo santo. Scendendo sul lato destro possiamo ammirare il primo dei tanti trabucchi presenti nella città. Il trabucco, tutelato come patrimonio del Parco Nazionale del Gargano, è un'antica macchina da pesca realizzata in legno e ancorata saldamente alle rocce.
Tornando verso Marina Piccola ci addentriamo nella città vecchia, e notiamo subito una ricchezza di archi, scalinate e vicoli che ci fanno tornare per un attimo nell'era medievale. Qui si possono anche ammirare i più bei panorami dell'intera città.
Il faro è situato su un isolotto di fronte a Punta Santa Croce, facilmente raggiungibile a nuoto o in barca. Su di esso vige il divieto di balneazione.

Sapendo che dobbiamo spostarci per tutto il Gargano, non siamo riusciti ad andare oltre su Vieste...direzione Peschici!

Peschici, nella storia, non è altro che un avamposto strategico di difesa. Situata sulla sommità di un costone di roccia.
Il paese vecchio è racchiuso in una fortificazione aragonese che termina con il castello di Peschici, in realtà non un vero e proprio castello come quello di Vieste, ma per lo più una costruzione fortificata atta a tenere a bada eventuali invasori provenienti dal mare o dall'entroterra.
La bellezza suggestiva di Peschici si può ammirare dalle spiagge sottostanti, spiagge che attirano milioni di turisti durante la stagione estiva. Il panorama anche sulla costa è spettacolare con le sagome di altri trabucchi in lontananza, per non parlare delle verdi pendici garganiche, inizio della rinomata Foresta Umbra.

È arrivato il momento di cominciare il viaggio di ritorno per poterci fermare a Manfredonia ed ammirare il suo famoso castello sul mare.
Prima però non posso non sostare a fotografare il panorama di Vieste dalle alture circostanti. Mi fermo anche in un posto per me molto suggestivo, luogo che ho scoperto anni fa, dove la pace regna incontrastata...nessun segnale per i cellulari...solo io e la natura: Cala della Pergola. Non tutti conoscono questa caletta un po' fuori mano, ma chi come me ama scoprire ogni singola strada dove porta, scopre sempre posti incantati dove poter staccare la spina e riprendere l'energia necessaria per affrontare le dure giornate lavorative.

Manfredonia ci aspetta! Arrivamo nel pomeriggio inoltrato, camminando per il lungomare si possono notare le luci delle città pugliesi più a sud, però lo spettacolo arriva quando giro la testa verso est...la luna che era appena "emersa dalle acque" disegnava sul mare la sua scia luminosa rendendo l'atmosfera magica, nonostante quel pontile che personalmente rovina il panorama generale.
La storia di Manfredonia inizia dall'era neolitica, l'area infatti era abitata dall'antica popolazione daunia, ma solo nella metà del 1200 ci fu la posa della prima pietra per la costruzione della città (l'antica Siponto), che prende il nome proprio dal fondatore Manfredi di Sicilia. Nel 1264 la città venne inaugurata solennemente, infatti negli anni successivi la popolazione crebbe grazie alle immigrazioni dalle città vicine.
Il castello, adiacente al mare, è frutto di un mix di culture. Iniziato dagli svevi, passato agli angioini e concluso dagli aragonesi. La sua forma è particolare in quanto composto da 3 torri cilindriche e una, quella che punta a ovest, quadrangolare. Dopo essere passato da prigione ad orfanotrofio del regno di Napoli, oggi il castello è un museo archeologico dove sono conservati tutti i reperti delle popolazioni daune. Molto carini anche il giardino circostante.

Purtroppo il tempo stringe e non riusciamo a vedere le altre bellezze della città, questo ci dispiace molto, ma siamo sicuri di tornarci per poter conoscere meglio la storia di Manfredonia, che personalmente ignoravo.

Personalmente il Gargano rimane uno dei punti di forza della nostra Puglia, ancora tutto da scoprire perdendoci nei suoi paesaggi e panorami mozzafiato. Era tanto che non gestivo una giornata alla scoperta delle nostre meraviglie, contento di essere tornato ON THE ROAD.