Una città che nasconde 1.000 misteri

Dopo la visita al MotorShow, raccontata nella sezione News, non potevamo perdere occasione di visitare una delle città più belle e mistiche d'Italia: Bologna.

Il nostro viaggio comincia da Via Pratello, strada centrale che presenta i famosi portici bolognesi candidati a patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Sono talmente estesi che se si volessero unire, coprirebbero una distanza di 54km. Non esiste al mondo un'altra città con tanti portici.

Verso la fine andiamo a dare un'occhiata alla Chiesa di San Francesco eretta nel 1200, qualche anno dopo l'insediamento dei frati francescani nella città. Nel 1800, dopo l'arrivo dei francesi, la chiesa fu sconsacrata e alla mercè di saccheggi del suo patrimonio. Ha subito anche dei crolli dovuti ai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.

Conclusa Via Pratello ci si ritrova all'inzio del cuore del centro storico bolognese. Notiamo subito che l'area è totalmente pedonale su ordinanza del comune, dalle 8 di mattina sino a mezzanotte. Un'atmosfera natalizia ci circonda mentre percorriamo Via Ugo Bassi, piena di luci e artisti di strada di ogni genere. Mano a mano si cammina si denota sempre più nitida la sagoma de monumento simbolo della città felsinea: la Torre degli Asinelli.

Ci si ferma non appena si nota sulla destra il grande albero di Natale posto in Piazza del Nettuno, dove turisti e ragazzi si fermano per farsi immortalare in una o più foto. Sulla sinistra invece staglia la Cattedrale Metropolitana dedicata a San Pietro. Un'edificio posizionato in una strada troppo stretta per poterne ammirare davvero la maestosità. È tanto alta che per guardare la sua cima bisogna alzare lo sguardo sino a portare la testa ad un'angolatura di 70/80°. Dedicata originariamente ai santi Nabore e Felice, è la prima chiesa edificata fuori le mura. Negli anni ha subito diversi restauri ed ammodernamenti, sino ad arrivare a ciò che vediamo oggi. Stessa cosa per il campanile, di epoca paleocristiana e di base rotonda, fu innalzato di 30 metri rispetto all'originale e portato a termine nel 1200. Infatti ancora oggi si possono notare le due costruzioni, una all'interno dell'altra.

Tornando verso Via Ugo Bassi, sorpassiamo l'albero di Natale e vediamo la Fontana del Nettuno, collocata al centro dell'omonima piazza. Costruita dal Giambologna dopo aver perso il concorso per la costruzione della stessa fontana a Firenze, è collocata al centro della antica città urbana dei romani. Leggenda narra che il Giambologna prima di realizzare la fontana girò per due volte, in senso antiorario, attorno al piedistallo, stessa cosa che fanno ancora oggi gli studendi bolognesi prima di dare un esame, sembra porti davvero fortuna. Una curiosità è posta all'apice del tridente di Nettuno, se lo si nota bene, una nota marca automobilistica ne ha fatto il suo simbolo. Ai lati della fontana si trovano la Biblioteca e il Palazzo Re Enzo.

Il Palazzo Re Enzo fu costruito per far da dimora al figlio di Federico II di Svevia, catturato in battaglia a Modena, quindi edificato come ampliamento del Palazzo del Podestà. Tante sono le leggende sulla prigionia di Re Enzo in questo edificio, tra cui quella di ricevere visite femminili, motivo dei suoi 4 figli, e sulle sue numerose fughe, l'ultima tentata in un brenta, ma scoperto da una signora ancor prima che si allontanasse dalla città.

Adiacente alla Piazza del Nettuno si trova la famosa Piazza Maggiore, nonchè la Piazza Grande cantata dal maestro Lucio Dalla. Infatti molti turisti ancora vanno cercando Piazza Grande in tutta la città. Composta da 4 Palazzi (Palazzo dei Banchi, Palasso del Podestà, Palasso d'Accursio e Palazzo dei Notai) e dalla Basilica di San Petronio, patrono della città. Cominciamo raccondando i palazzi.
Il Palazzo dei Banchi situato a sinistra della Basilica di San Petronio (guardando verso la chiesa), si chiama così per via di antiche botteghe che esercitavano l'arte dei cambi. Successivamente fu collegato attraverso il Paviglione, la vecchia fiera della seta, alla prima sede dell'università bolognese, l'Archiginnasio. Dietro il palazzo si snoda l'antico Mercato di Mezzo.
Il Palazzo del Podestà situato di fronte alla Basilica di San Petronio, era il palazzo dove si svolgevano tutte le funzioni pubblico e sede del podestà. Costruito in contemporanea alla piazza, la sua torre campanara richiamava il popolo in occasione di eventi straordinari. A metà del 1200 fu ampliato annettendo l'attuale Palazzo Re Enzo, anche perché la struttura non riusciva più a ricoprire le esigenze della città.

Il Palazzo d'Accursio situato a destra della Basilica di San Petronio (guardando verso la chiesa), è sede del municipio di Bologna. In principio abitazione di Accursio, noto giurista e maestro di diritto bolognese, in seguito residenza della magistratura del comune. La torre dell'orologio fu aggiunta in seguito dal maestro Fioravanti. È maggiormente conosciuto per l'episodio storico avvenuto nel 1920 quando gli squadristi invasero la piazza festante per l'elezione del nuovo sindaco. Al suo interno ospita la Biblioteca comunale nella rinnomata Sala Borsa.
Il Palazzo dei notai situato accanto a destra della Basilica di San Petronio (guardando verso la chiesa), fatto costruire in 2 periodi diversi dalla classe dei notai come propria sede.
La Basilica di San Petronio è la sesta cattedrale più grande in Europa, solo dopo la Basilica di San Pietro (Roma), Saint Paul (Londra), Cattedrale di Siviglia, Duomo di Milano e quello di Firenze. Opera ampiamente incompiuta, si nota dalla sua pianta, non a croce classica. Incompiuta per volere del papa in quanto se veniva ultimata sarebbe stata più grande di San Pietro in Vaticano, quindi per ostacolare i lavori venne edificato il palazzo dell'Archiginnasio sulla sua parte destra. Sede della tomba di San Petronio, vescovo della città, ha subito durante i suoi anni molti cambiamenti rispetto al principale piano di costruzione. Molti furono anche gli episodi dei vari architetti che si susseguirono nella sua realizzazione. Sino al suo non completamento nel 1562 con la portata a termine dei lavori della nuova sede dell'università felsinea. Nella Basilica è presente la famosa meridiana del Cassini, che sostituì quella di Danti. L'astronomo costruì la meridiana più grande al mondo, quasi 67 metri di lunghezza e con la maggiore accuratezza, infatti ancora oggi è oggetto di studi.

Proseguendo per le vie del centro storico, si trova il Palazzo della Mercanzia o Loggia dei Mercanti. Situato nell'omonima piazza, è l'attuale sede della Camera di Commercio. La sua posizione è strategica perchè sorge alla convergenza delle due principali strade del commercio: la Via Emilia per Rimini e la Via Salaria per Ravenna. Una curiosità è quella che il palazzo custodisce le ricette originali di alcuni piatti tipici della tradizione bolognese; dal ragù alle lasagne, dalla tagliatella al ripieno dei tortellini

Prendendo Via Santo Stefano si esce nell'omonima piazza con l'omonima Basilica. La Basilica di Santo Stefano era originariamente la chiesa principale di Bologna e sede della tomba del vescovo Petronio, prima del trasferimento nella basilica a lui dedicata. Conosciuta anche come Complesso delle Sette chiese, la basilica conserva alcuni cimeli mistici, dicono portati direttamente dalla Terra Santa. Uno di essi è custodito nella cripta della Chiesa del Crocifisso, dove si pensa che una delle colonne presenti sia quella dove fu frustato Gesù, di marmo nero scrostato, garantiva 200 anni di indulgenza. Curiosità della Basilica del sepolcro è quella che il giorno dopo la celebrazione della messa di mezzanotte di Pasqua, le prostitute andavano a pregare in memoria di Maria Maddalena. Sempre rimanendo in tema di giri, le donne incinte facevano 33 giri (come gli anni di Cristo) attorno al sepolcro per chiedere alla Madonna Incinta (affresco oggi conservato a San Petronio) la salute del loro nascituro. Un'ultima curiosità è data dal cortile di Pilato, dove al centro campeggia un catino che simboleggia il luogo dove Pilato si lavò le mani dopo la condanna di Gesù. La Chiesa della Trinità o Martyrium conserva in se il presepio più antico composto da statue ad altezza d'uomo, chiamato l'Adorazione dei Magi.

Ultima Basilica del nostro giro per il centro di Bologna è quella di San Giacomo Maggiore, fondata a metà del 1200, centro agostiniano, conserva in se molte opere di epoca rinascimentale. Situata proprio di fronte alla Facoltà di Giurisprudenza.

Dalla Basilica percorrendo Via Zamboni, si ritorna a Piazza di Porta Ravegnana dove si stagliano maestose le due principali torri bolognesi: degli Asinelli e Garisenda. Entrambe pendenti sono il simbolo della città, i loro nomi derivano dalle famiglie che le hanno fatte costruire.
La Garisenda è alta 48 metri, ma in origine era di 60. Il terremoto nel 1300 distrusse la sua sommità e la rese pericolante. Oggi di proprietà del comune, è la torre con il maggior grado di pendenza in Italia.
La sorella maggiore, la Torre degli Asinelli è invece la torre pendente più alta d'Italia, scalzando le credulità della gente che pensava che fosse quella di Pisa. Come la più piccola, anche lei inizialmente era più alta di una ventina di metri, e tra terremoti ed incendi si è stabilizzata all'altezza di 97 metri (punto più alto di Bologna). La torre, da quanto è diventata proprietà del comune, è stata usata come prigione. Distrutto da un incendio fu il cammino di legno costruito attorno alla torre e collegato alla Garisenda, questo cammino serviva per tenere sotto controllo sia i prigionieri della torre che per sedare risse che avvenivano nel Mercato di Mezzo. Oggi la torre è visitabile pagando 3€ di biglietto di ingresso, e si sale sino in cima inerpicandosi su una scala di legno che costeggia i lati della torre, stretta e ripida, intervallata da 3 pianerottoli che servono a rendere scorrevole il flusso dei visitatori che scendono e salgono. Una volta in cima si gode di uno spettacolo stupendo, spaziando dai colli bolognesi sino ai palazzi accanto al quartiere fieristico. Una leggenda attribuisce la nascita dei famosi tortellini proprio a questa torre. Questi tortellini venivano lanciati con delle fionde, ecco il perché della loro forma sferica, attraverso gli incavi della torre per dar da mangiare ai prigionieri. Venivano riempiti di carne per dare il massimo apporto di proteine e carboidrati che servivano per sopravvivere alla prigionia.

Una volta scesi dalla torre (630 gradini in tutto ndr) è meglio fermarsi per mangiare, appunto, un buon piatto di tortellini, poichè le gambe cominciano a dare segni di stanchezza. Così finisce il nostro giro per il centro di Bologna, ma sicuramente ci ritorneremo perché c'è tanto altro da vedere e raccontare.