Ripercorrendo la storia del grande poeta

Abbandonata la città di Loreto, ci dirigiamo ancor più nell'entroterra per raggiungere il paese che diede i natali ad uno dei più grandi poeti italiani: Giacomo Leopardi

Recanati, situata in cima ad un colle, racchiude tra le sue mura tutta la vita del famoso poeta. Costruite ai tempi degli Sforza, le mura comprendono tre importanti Porte per l'accesso alla città: Porta Marina, Porta San Filippo e Porta Romana. Inoltre furono eretti anche 2 bastioni cilindrici. Proprio ai piedi di questi ultimi, un tempo era posizionata l'area dell'antico Gioco di Pallone, dove vinse la persona a cui Leopardi dedicò la sua famosa poesia "A un giocatore di pallone". Salendo da Via Monte Morello, si entra subito nel cuore della storia del poeta: la Piazzetta del Sabato del Villaggio. Qui ci sono le costruzioni più rievocative delle poesie. Fu proprio qui che Leopardi incrociò lo sguardo della ragazza che poi divenne sua musa ispiratrice, Silvia. La piazzetta è molto piccola e ospita la chiesa di Santa Maria, il Centro Nazionale degli Studi Leopardiani e ovviamente il Palazzo Leopardi. Attualmente ci vivono i discendenti del poeta ed è sede della sua biblioteca che custodisce più di 20.000 libri. Il palazzo è il frutto della riunificazione dei 2 adiacenti, infatti la sua struttura con i balconi è estranea a quella degli altri palazzi.
Percorrendo una stradina alla sinistra si arriva al Monte Tabor, o come tutti lo conoscono, l'Ermo Colle. Qui è presente l'ingresso al centro di studi, e vi si accedeva percorrendo un lungo viale in salita. Questo era ciò che vedeva Leopardi dalla sua finestra quando scrisse la poesia. Oltre la famosa "siepe" possiamo ammirare un panorama sugli appennini marchigiani di rara bellezza. Oggi strutturato come parco, con sentieri da percorrere, il Monte Tabor è sicuramente uno dei luoghi di maggior attrazione dell'intera città.

Tornando indietro verso la Piazzetta, ci incamminiamo su Via Leopardi. Qui incontriamo la Chiesa di San Vito, complesso usato principalmente come collegio, ristrutturato varie volte anche per cause naturali come il terremoto di metà 700. Continuando a camminare incontriamo la Chiesa di San Michele, e proprio lì si innalza un'altra costruzione sibolo delle poesie leopardiane: la Torre del Passero Solitario. Continuando incontriamo la Chiesa di San Michele posta su una piazzetta che onora la memoria Beniamino Gigli, tenore italiano che ha reso celebre la lirica nazionale in tutto il mondo, soprattutto nel nuovo continente. Sino ad allora Recanati è stata sempre etichettata con il nome di Leopardi, mentre ora viene ricordata anche per la sua ugola d'oro.

Percorrendo Via camillo Benso Conte di Cavour, notiamo delle luminarie natalizie molto particolari. Ogni luminaria ripropone una frase di una poesia di Leopardi, formando uno degli spettacoli notturni più belli in questo periodo. Poco più avanti si trova il Teatro di Recanati, dedicato a Giuseppe Persiani. Fortemente voluto dalla famiglia Leopardi, fu inaugurato a metà 800.

La nostra gita leopardiana si conclude proprio in Piazza Giacomo Leopardi, dove al centro è presente la statua che lo raffigura. Alle sue spalle troviamo il neoclassico Palazzo Comunale, costruito a fine 800 per il 1° centenario dalla nascita del poeta. All'interno vi possiamo trovare molti cimeli, documenti e dischi del tenore Gigli, conservati in maniera perfetta. Nella piazza si staglia anche la Torre Civica, chiamata dagli abitanti Torre del Borgo o Ghibellina. Sui suoi lati oltre agli stemmi della città, e quello di Fermo, è presente un orologio del 1500 in pietra bianca.

Nella nostra gita non avendo avuto molto tempo a disposizione, non siamo riusciti a raccontare anche la zona dei castelli e quella delle porte della città. Sicuramente torneremo per scrivere ancora meglio di questa cittadina marchigiana.