La pietra lavica in ogni angolo della città

Me ne hanno parlato sempre molto bene, sia per i monumenti che per la roba da mangiare. Quindi non potevo non visitare la città dell'elefante durante la mia gita siciliana.

Catania, città sviluppatasi alle falde dell'Etna ha avuto varie dominazioni, che si possono vedere nei vari stili architettonici.

Prima di addentrarmi nella città, ovviamente ho chiesto consiglio su dove è meglio parcheggiare, e mi hanno detto che nella zona di Via Umberto I sicuramente posto lo trovo e sono a 2 passi dalla via principale di Catania: Via Etnea.
Detto, fatto! Trovo posto nei pressi di Piazza Vittorio Emanuele, e per mia fortuna il parcheggio non si paga perché è giorno festivo (meglio così, soldi risparmiati).

Percorrendo tutta la via si spunta proprio all'ingresso dei Giardini Bellini. Un ingresso monumentale, scalinate affiancate da statue e fontane, come prima impressione non è affatto male. Poi noto sul lieve pendio che porta ad un gazebo in cima al colle, un orologio...ma non di quelli classici, ma strutturato sul prato con aiuole e fiori, perfettamente funzionante. La cosa che più mi ha stupito invece è la scritta fatta con le piante che riportava il giorno ed il mese. Allorché mi sono chiesto: ma cambiano ogni giorno le scritte con le piante? Se così accade, è una cosa stupenda. Sicuramente ci vuole tanta pazienza.

Tornato su Via Etnea comincio a percorrerla direzione Piazza Duomo, non sembra, ma la strada è abbastanza. Superati vari negozi che fanno di questa via, quella più centrale e affollata di Catania, mi ritrovo sulla prima piazza: Piazza Stesioco. Sulla sinistra è stato eretto un monumento a Vincenzo Bellini, uno dei più noti compositori dell'800, nato appunto a Catania. Infatti a suo nome sono dedicati numerosi monumenti. Mentre sulla destra si trova l'anfiteatro romano, o meglio quello che resta, perché è visibile solo una parte. L'anfiteatro fu costruito nel II secolo nei pressi della necropoli di Catania, più o meno nello stesso periodo della morte della santa patrona della città: Sant'Agata. Ci sono molte leggende su questo luogo, ma smentite tutte dagli studiosi. Oggi si vede solo una parte, poiché sulla parte restate, sono stati costruiti nei secoli i vari edifici. Però vi si può accedere per visitarlo, peccato che nei giorni festivi non sia possibile. Dietro l'anfiteatro sorge la chiesa di San Biagio o chiesa di Sant'Agata alla fornace. Costruita solo dopo il terremoto del 1693, la chiesa sorge sul luogo dove Sant'Agata subì il martirio, di cui i resti sono ben custoditi all'interno di essa.

Proseguo la mia discesa e dopo aver superato il Palazzo Minoriti e la Basilica della Collegiata, mi ritrovo in Piazza Università. Non è che ci vuole l'arte a capire che i palazzi che la circondano sono appunto usati dalle varie facoltà dell'università etnea, dove è anche ubicata la biblioteca universitaria regionale.
Ok, arrivato qui ho 2 deviazioni da fare, una a destra e una a sinistra, per poter vedere altri monumenti della città un po' distandi dalla via principale. La mia scelta su dove andare per prima è stata molto difficile (una semplice e normale conta è bastata), mi giro verso sinistra e mi avvio per le stradine del centro alla volta del teatro di Catania. Indovinate un po' a chi è dedicato? ... Bravi! Vincenzo Bellini, stessa cosa dicasi per la piazza antistante.
Giungo in piazza dal lato sinistro del teatro, e già ciò che vedo mi piace. Sulla piazza ci sono alberi con fiori viola che rendono il paesaggio più colorato (anche perché non è che la città sia così tanto colorata a parer mio). Il teatro ha avuto non pochi problemi finanziari per la sua costruzione, ma alla fine fu inaugurato nel 1890 con l'opera del Bellini: Norma.

Ritorniamo su Piazza Università per prendere la deviazione di destra. Alla fine di una scalinata si trovano la chiesa di San Benedetto e la chiesa di San Francesco Borgia. Mi hanno detto dopo che queste sono chiese minori, ma minori rispetto a cosa? Sono monumentali, come tutte le chiese che ho visto sino ad ora, e potevo solo immaginare cosa potesse essere il Duomo di Sant'Agata se queste le definiscono chiese minori.
Proseguendo dritti si arriva al Complesso Archeologico delle Terme della Rotonda. Un complesso termale romano dove ci sono anche resti di monumenti bizantini.
Proprio di fronte alle terme sorgono l'Odeon e il Teatro Romano. L'Odeon è stato costruito successivamente al teatro e molto probabilmente veniva usato come "sala prove" per gli spettacoli che dovevano andare in scena, ma che in compenso aveva una capacità di 1500 posti. Non male!
Il teatro romano è stato costruito sempre nel II secolo, ma molti studiosi pensano che sia solo una ristrutturazione di un teatro costruito dai greci in epoca precedente. Infatti gli abitanti di Catania lo chiamano teatro greco, e la stessa via parallela si chiama via teatro greco. Ci sono voluti anni di scavi e studi affinché queste teorie fossero del tutto verificate. Curioso di vedere questo teatro faccio il giro per arrivare all'entrata che si dovrebbe trovare il Via Vittorio Emanuele...appunto, si dovrebbe, perché l'ho percorsa tutta sino a Piazza San Francesco d'Assisi, ma non c'è neanche mezza indicazione che dica dove sia l'entrata al teatro. Questo è un punto a discapito dei molti turisti di tutte le nazionalità che arrivano a Catania nei vari periodi dell'anno.

Finite le deviazioni, ritorno su Piazza Università per continuare a percorrere Via Etnea. Neanche 50 metri e ci si ritrova in Piazza Duomo. Subito si nota tutto lo stile barocco della Cattedrale di Sant'Agata, maestosa, imponente e...nera, come quasi tutti gli edifici storici catanesi. La cattedrale è il frutto di tanti rifacimenti dovuti, come spesso accade in queste zone, a terremoti, oltre che a cause di origine dolosa. La cattedrale custodisce le reliquie della Santa patrona Agata, alla quale i cittadini etnei sono molto legati. Ho visto qualche volta ciò che accade alla festa patronale, e sinceramente non pensavo che Catania potesse avere tutta quegli abitanti. La chiesa è stata costruita sopra le Terme Achilliane, visitabili a pagamento. La costruzione completa, come la si vede oggi è stata finita a metà ottocento, dopo aver costruito il campanile e allestito il sagrato. Accanto alla cattedrale sorge la chiesa della Badia di Sant'Agata, costruita sull'antica chiesa dedicata alla patrona, ma uno dei monumenti più importanti della piazza insieme alla cattedrale e alla fontana dell'elefante.
Quest'ultima è situata al centro della piazza, con la stauta di un elefante nero che guarda la cattedrale e con in groppa porta un enorme obelisco. L'elefante, o come lo chiamano gli etnei, Liotru, è stato costruito dall'architetto Vaccarini nel 700 con un grosso masso di pietra basaltica nera. L'elefante, eletto simbolo della città, è stato sormontato da l'obelisco probabilmente portato a Catania durante le crociate.
Qui mi fermo a comprare qualche souvenir, per me un portachiavi di pietra lavica, per casa una bella riproduzione della statua dell'elefante sempre in pietra lavica. Mi hanno suggerito di metterla nell'ingresso con il sedere dell'elefante rivolto verso la porta perché dicono porti fortuna. E chi sono io per sfatare questa tradizione?

Ultima tappa di questa mia passeggiata per Catania è il Castello Ursino. Ci si arriva dopo aver superato Porta Uzeda sulla parte sud di Piazza Duomo.

Arrivati su Piazza Federico II di Svevia, ci troviamo davanti al castello, fatto edificare dall'omonimo Re su un istmo che dava sul mare del golfo. La popolazione non ha mai visto bene il dominio di Federico II, ma nonostante questo lui edificò questo castello il quale ebbe un'importanza fondamentale nei famosi Vespri siciliani, in quanto era sede del parlamento.
Ma perché Ursino e non castello svevo come si usa da altre parti? Si pensa che il nome derivi dal greco sinus che significa golfo. Quindi appunto castello sul golfo.
Divenuto sede reale dei sovrani di Aragona, il castello comincia a vedere la sua decandenza nel 1500 quando fu adibito prima solo a dimora e poi a prigione. Oggi il castello, dopo numerosi restauri è sede del museo civico di Catania.

Bene, la mia passeggiata per le vie etnee si è conclusa, quindi rifaccio tutta la strada in senso opposto per poter tornare alla macchina, anche perché il tempo non promette molto bene, quindi meglio affrettarsi. Ma non potevo andarmene da Catania senza aver mangiato i famosi arancini! Mi fermo in un locale proprio di fronte all'entrata dei Giardini Bellini (il posto mi è stato caldamente consigliato da più persone). Ordino un arancino, ma subito dopo ho pensato: con tutta questa camminata, uno solo mi basterà? Vabbè nel caso ne prendo un altro. Ma tranquilli che quando mi sono visto arrivare l'arancino, l'idea del secondo è passata in un istante! Era enorme, come del resto tutto in questa bellissima città. Ci ho impiegato 15 minuti per mangiarlo tutto, e non vi dico neanche quale squisitezza sia stata. DIVINO!

Ora tutto felice e contento posso tornare verso la macchina, anche perché ha cominciato a piovere, direzione albergo per un po' di meritato riposo.
È sempre stata una città che volevo visitare, anche perché mia nonna era originaria di Catania, e finalmente ci sono riuscito. Mi dispiace solo che non sia riuscito a trovare un greeter tra i tanti amici che ho in questa città. Purtroppo mi sono trovato anche a cavallo con l'Etna Comics, la fiera del fumetto più importante di Sicilia, quindi la maggior parte dei ragazzi era lì.