Teatro Greco e granita compresi

La mia gita in Sicilia ha avuto come prima tappa Taormina, la città col famoso teatro greco.

Credo che per chi vuole conoscere la cultura che nei secoli si è sviluppata nell'isola più grande d'Italia, Taormina deve essere il punto di partenza.

Per arrivare a Taormina, due sono le vie, una più lunga ma scorrevole, e una più corta e accidentata. Siccome le cose semplici non mi sono mai piaciute, decido, insieme al greeter di prendere la strada più corta...diciamo quasi sterrata per un buon pezzo. La si imbocca da Giardini Naxos seguendo le indicazioni per l'ospedale di Taormina. La strada è ancora in fase di lavori e piena di tornanti strettissimi che in salita bisogna augurarsi di non trovare nessuno che scende altrimenti torni indietro. Però devo dire che appena finita questa strada ci si ritrova proprio davanti ad un grande autosilo dove poter parcheggiare, che per i turisti è la miglior soluzione. È situato a neanche 20 metri dall'ingresso del corso principale della città, ma io invece mi addentro per le strade di Taormina in compagnia del greeter che essendo residente non paga i parcheggi, e su questo devo riconoscere la piena disponibilità della persona anche per discorso economico sulle mie tasche.
Parcheggio la macchina in Via Roma, quasi accanto alla stazione di polizia. Risalgo, sempre con la guida del greeter, la strada sino all'inizio di Corso Umberto, il corso principale di Taormina. Qui comincio a vedere uno dei tanti panorami mozzafiato che la città propone. Una visuale sulla costa a sud della città con le pendici dell'Etna...senza parole giuro!

Iniziamo il nostro giro per la città passando Porta Catania, così chiamata perché appunto si trova dal lato catanese. Corso Umberto subito si apre e forma Piazza Duomo, dove appunto sorge il Duomo di Taormina dedicato a San Nicola di Bari...chissà perché ma questo nome non mi è nuovo. Sorta su una vecchia chiesa dedicata appunto allo stesso santo, nel corso del tempo ha subito vari rifacimenti, per ultimo quello che l'ha fatta assomigliare ad una fortezza, non a caso la chiamano "la cattedrale fortezza", perché è merlata su tutti i lati e il campanile è a forma di torione. Nella stessa piazza sorge una fontana, in antichità usata come abbeveratoio, dove spicca il simbolo della città: il centauro, solo che in forma femminile e al posto delle zampe anteriori sono state fatte delle braccia dove tiene i simboli del potere.

Proseguendo per corso Umberto passiamo sotto la torre dell'Orologio, detta anche porta di mezzo perché separa il borgo medievale da quello greco. Costruita sulle basi di un'antica cinta muraria, la torre contiene delle campane che suonano solo quando viene eletto il sindaco o durante le celebrazioni del patrono di Taormina: San Pancrazio. La torre dell'orologio è situata all'inizio di piazza 9 luglio, da dove si può ammirare un panorama sull'Etna e sul golfo di Giardini-Naxos che non ha eguali. Di fronte alla piazza si erge la chiesa di San Giuseppe, tutta costruita in marmo di Taormina con stile barocco, e il campanile sulla sua destra rievoca lo stile aragonese.
È sempre sottointeso che durante la visita, la città è disseminata di turisti. Non tanti quanti ad agosto, ma siccome è un ponte favorevole ai viaggi, ce ne sono abbastanza.

In una strada laterale, ben nascosto dalla chiesa di Santa Caterina, si trova l'Odeon Romano. Costruito sotto l'impero di Ottaviano, l'odeon poteva contenere al massimo 200 persone, usato per rappresentazioni musicali e letterarie. Per molto tempo è rimasto occultato, e riscoperto solo a fine '800. Si pensa che venne costruito accanto ad un tempio dedicato ad Afrodite, sulla quale ora sorge la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria.

Prima di tornare sul corso principale deviamo per vedere un altro arco, l'arco dei cappuccini, chiamato così perché immetteva sulla strada per il convento dei frati.
Corso Umberto finisce con porta Messina, cioè l'arco che da sul lato nord della città, direzione Messina.

Bene, ora è arrivato il momento di visitare il monumento principe della città, il suo simbolo assoluto: il Teatro Greco. Ovviamente non è ad ingresso libero come l'Odeon, ma bisogna fare il biglietto, e per quello che vi sto per raccontare, credetemi ne vale la pena.
Il mio giro comincia dagli spalti, e da qui si può vedere tutto il golfo di Schisò con la figura imponente dell'Etna da una parte, e la costa calabrese dall'altra. Sono rimasto incantato da tutto questo. Un luogo così pieno di storia e cultura immerso in un panorama unico al mondo. La cosa più suggestiva è stata quella di vederlo dal vivo dopo che numerose volte l'avevo ammirato in TV. Infatti da mezzo secolo a questa parte, il teatro è usato per spettacoli, concerti ed eventi. La sua storia invece risale al III secolo a.C. quando i greci occuparono questa zona della Sicilia. Poi vennero i romani, e dalla sua funzione di teatro, divenne arena per i gladiatori. Ristrutturato per far posto a più di 5000 persone che potevano assistere a questi spettacoli, il teatro è diventato il secondo più grande di Sicilia dopo quello di Siracusa. Le sensazioni che ho provato visitandolo tutto non sono descrivibili, bisogna venire e sperare in una bella giornata di sole, che per fortuna l'ho beccata. Ovviamente nel teatro il greeter non poteva entrare e mi ha aspettato all'uscita.

Ma pensate che Taormina sia finita qui? NO! Come una scheggia il greeter si rimette in marcia per farmi vedere la villa comunale che si trova a poca distanza dal teatro.
Una volta entrato tutto sembrava tranne che una villa. Era per me più un giardino di qualche grande palazzo. La storia della villa comunale risale a fine 800 quando una nobildonna inglese si trasferì a Taormina dove fece crescere la sua passione per le piante ed il verde. Il posto è uno dei più suggestivi anche come vedute panoramiche (a Taormina è tutto un panorama stupendo), e il luogo ideale per scappare dalla confusione del centro, trovando relax in tutti i suoi sentieri immersi nel verde e tenuti in maniera maniacale.

Tornando verso la macchina passo in una viuzza da dove si possono ammirare le naumachie, riportate alla luce a metà 900, sono 18 nicchie grandi e si presume altrettante piccole. Al contrario del nome, che può far capire che venivano ambientate battaglie navali, si pensa sia stato un luogo adibito a palestra.
Un luogo dove veramente non ho trovato nessun turista, evidentemente per le guide professionali non è tanto importante.

Una pausa in tutto questo camminare ci sta, e cosa si può desiderare se non una bella granita? Ovviamente il greeter mi accompagna in un locale dove fanno le migliori granite di tutta Taormina, e non si trova sul corso principale, quindi solo chi è del luogo può conoscerlo. Nel menù ci sono più gusti che in un'intera gelateria nella mia città. Ho preso 2 gusti: limone e pesca, ed inoltre mi è stato consigliato di prendere anche la brioche, perché una granita senza brioche non è da tradizione. Dopo neanche 5 minuti di attesa, arriva la granita e la brioche, e mi viene spiegato che la brioche deve essere inzuppata nella granita, le usanze sono queste e non sarò di certo io a sfatarle.
Con questo ci si fa un pasto, sostituisce tranquillamente un pranzo o una cena, ma è molto più rinfrescante.

Arriviamo alla macchina e percorriamo tutta Via Roma e Via Luigi Pirandello per poter arrivare all'ultimo posto da visitare: il belvedere con vista su Capo Taormina e l'Isola Bella. Anche qui possiamo spendere parole superbe sul panorama che si trova di fronte a noi. Ma come per il teatro, è solo venendo e visitando che potrete avere una reale concezione di come non serve andare all'estero per vedere posti stupendi. L'isola è stata proprietà della stessa donna inglese che ha costruito la villa comunale, e non si fa fatica a notarlo perché la cura che ha per le piante è maniacale. Nel 1998 è stata dichiarata riserva naturale e nel 2011 museo naturalistico. Per arrivarci o si percorre la litoranea, oppure si scende con la funivia.

Il giro per Taormina giunge al termine...per oggi...perché ho intenzione di ritornarci, ma di sera dove già mi immagino il panorama notturno da tutte le varie terrazze. Infatti la sera dopo ci sono tornato, ho parcheggiato all'autosilo di Porta Catania e mi sono rifatto tutto il corso. Questa volta non dico nulla, andateci e vedete da soli, le foto della gallery possono solo dare l'idea, ma dal vivo è tutt'altra cosa ve lo garantisco.

In tutto ciò mi sono dimenticato di prendermi almeno un souvenir da Taormina, quindi ci sono ritornato la mattina dell'ultimo giorno e per fortuna ho trovato dei negozi aperti. Non ci speravo perché era il 2 di giugno, ma la fortuna era dalla mia parte. Qualche altra foto al panorama, e poi via.

3 giorni e un insieme di emozioni vissute che non credo vivrei da nessun'altra parte. Il merito va anche a colui che mi ha cortesemente guidato e fatto conoscere anche tradizioni locali che molte persone ignorano. Sicuramente un giorno ci tornerò, anzi quasi sicuramente, perché posti come questo ti rimangono nel cuore e un pezzo di esso lo lasci lì perché sai che un giorno tornerai e lo ritroverai.