Alla scoperta del comune italiano più orientale

Mi era rimasta sullo stomaco la domenica che per motivi tecnici non sono potuto andare ad Otranto...beh ora mi sono riscattato!

Fine ottobre, stranamente temperatura ancora calda, giornata ideale per andare a visitare la città più ad oriente d'Italia.
otranto salento puglia lecce castello aragonese
Parcheggiato nei dintorni del centro storico, mi avvio verso il castello aragonese. Edificato da re Alfonso alla fine del 1400, è stato successivamente inglobato dalla alta cinta muraria costruita a difesa della città. Sorge su resti di costruzioni sveve, e nel 1500 fu dotato di un bastione a lancia per avvistare meglio le flotte nemiche aumentando la difesa del centro cittadino. Per entrare nel centro storico si passa su un bellissimo ponte di legno da dove sei osserva bene tutto il fossato e la cinta muraria del lato nord.
Ho provato ad andare sul bastione, ma era chiuso per lavori in corso.

Percorrendo via Basiliano si arriva alla cattedrale di Otranto, intitolata a Santa Maria Annunziata. Bellissimo esempio di chiesa normanna, costruita sopra vari insediamenti messapici, romani e paleocristiani, la chiesa è ricoperta da un pavimento in mosaico. Ma non un mosaico qualsiasi, esso infatti rappresenta l'albero della vita, da dove si diramano varie iconografie della tradizione cristiana, credetemi che vale davvero la pena di vederlo.
Inoltre la chiesa conserva le reliquie dei Martiri di Otranto. Molti si chiederanno chi sono questi martiri, ma soprattutto quanti sono. Beh sono più di 800. Erano tutti gli abitanti della città morti dopo la sconfitta da parte dei Turchi. Morti per aver rifiutato di convertirsi all'islam, un grande esempio di eroismo culturale e patriottico. Tutte le reliquie sono conservate in 3 grandi scomparti dietro l'altare, scomparti ovviamente chiusi.
otranto salento puglia lecce
otranto salento puglia lecce
Da qui mi incammino per la piazza principale di Otranto che si affaccia sul lungomare. Inutile dirvi che il panorama è bellissimo, assomiglia vagamente a Vieste (sono sicuro che ora si aprirà un dibattito su questa mia affermazione).
Sulla piazza campeggia il monumento ai Martiri di Otranto, e poco più distante è posizionata la porta d'oriente, cioè l'ingresso principale alla città dal mare, ma soprattutto passaggio obbligato per tutte quelle rotte marittime che attraversavano l'Adriatico.

Come sempre, e come potete ben vedere, non viaggio più da solo, ma in compagnia di Elena, che con tutto il suo splendore aumenta la bellezza ad un posto che ne ha tanta già di suo.

Dopo esserci fermati a mangiare qualcosa, abbiamo fatto un'ultimo giro intorno alle mura della città, per poi rimetterci in macchina e andare a visitare la parte sud della città, dove si trovano vari siti di interesse naturalistico e storico.
otranto salento puglia lecce lago bauxite
Uno di essi è il Lago Bauxite, di formazione molto recente, era una vecchia cava di bauxite, minerale estratto per generare l'alluminio. La cava è stata abbandonata a fine anni '70 per i costi troppo alti di estrazione, ed in più si era arrivati ad una falda acquifera per cui era impossibile continuare. Ora però è un'oasi naturale con molta vegetazione di tipo paludoso.
Il contrasto tra la terra rossa piena del minerale, il verde della vegetazione e l'azzurro dell'acqua rende questo posto uno dei più suggestivi dell'intera Puglia. Sembra di essere in Australia vedendo la conformazione del terreno ed il colore.
otranto salento puglia lecce torre del serpente
Poco più a nord sorge una delle tante torri di vedetta situate lungo la costa adriatica: Torre del Serpente.
è la più importante tra le torri del territorio, tanto che è diventata simbolo della città di Otranto. Su di essa si narrano leggende risalenti ai tempi dei romani, dove una serpe ogni sera saliva dalla scogliera sino alla torre, usata come faro, per bere l'olio della fiamma. Un'altra leggenda narra di come la serpe riuscì a evitare il saccheggio della città da parte dei saraceni bevendo sempre l'olio che poi spense il faro, facendo così deviare gli assalitori sulla città di Brindisi. Non servì a molto visto che poco dopo anche Otranto venne saccheggiata.
Oggi rimane intata solo una parte, ma resta sempre un ottimo punto dove poter ammirare la città e tutta la costa.

Un'altro punto strategico per le rotte marittime è il Faro di Punta Palascia, uno dei 5 fari del Mar Mediterraneo tutelati dall'Europa. Il faro si dice determini la divisione tra Mar Ionio e Adriatico. Recentemente è stata pure eretta una stazione metereologica dell'Aeronautica Militare, che sinceramente rovina tutto il paesaggio, infatti non è stato possibile avvicinarci al faro per via delle telecamere e sorveglianza armata della stazione. Se uno vuole vedere il faro meglio che arrivi da sud e si faccia a piedi un bel po' di strada per poterne ammirare il panorama.

Altro monumento naturale che ho trovato chiuso è stato l'ipogeo di Torre Pinta. Vorrà dire che ci tornerò per ammirare le bellezze dei popoli neolitici in terra salentina.

Direi in conclusione che Otranto mi ha colpito molto, tanto da essere inserita nella lista dei posti in cui tornerei altre 100 volte per la sua bellezza e tranquillità. Posso solamente invogliarvi a visitarla, credetemi in rimarrete delusi.